Ristorante Velavevodetto

Ristorante Velavevodetto

Velavevodetto è un ristornate romano situato in centro città, a due passi dall’Università Statale di Milano e dal Duomo.

La cucina romana

Se avete voglia di gusti tipici della cucina romana siete nel posto giusto. Noi eravamo in quattro e abbiamo avuto l’occasione di assaggiare qualche piatto, come i classici carciofi alla romana, scarola condita, pesce fritto, spaghetti cacio e pepe e supplì cacio e pepe! Questi erano tutti ottimi piatti. Personalmente mi ha sorpreso la delicatezza della cacio e pepe, sia nella versione spaghetto, che nella versione antipasto supplì (ne avrei mangiato volentieri più che uno). Meno eccezionale si è dimostrata la carbonara, ma è anche da dirsi l’unica nota stonata.

Abbiamo poi preso la torta alla ricotta che ci ha da subito tentato, senza guastare le nostre aspettative una volta assaggiata.

Il locale

Da menzionarsi è anche l’arredo del locale, moderno, luminoso e curato.

Nel complesso, un locale menzionabile, dai piatti buoni e tradizionali.

Bar: Colibrì Milano, caffè e libri

Bar: Colibrì Milano, caffè e libri

Colibrì è un caffè letterario a pochi passi dall’Università Statale di Milano. Il nome richiama il logo del locale che è un uccellino, ma in realtà vuole essere anche un gioco di parole, ovvero l’unione di coffee e libri. L’atmosfera è gioiosa, rilassata, nel senso che è uno di quei locali in cui ti senti subito a tuo agio e di buon umore. Oltre alla funzione di bar e libreria, Colibrì si fa promotore di eventi quali concerti e presentazioni di libri. Comunque offre colazioni, pranzi, merende, aperitivi e cocktail.

Pranzo

Siamo state per pranzo, un giorno in settimana. Arrivate in anticipo, ci siamo messe con il computer a lavorare e studiare. Ci hanno fatto accomodare nei posti a sedere nel cortiletto interno. Il menù credo cambi ogni giorno, infatti era scritto su una lavagnetta. C’erano tre proposte quel giorno. Noi abbiamo optato per la prima, pasta al pesto con fagiolini e patate. Ci siamo accorte che dopo le 12 e 30 il locale si è riempito velocemente, preso d’assalto dai lavoratori in pausa pranzo o dagli studenti. Quindi vi suggerisco di prenotare, proprio ieri ho letto su Instagram che prendono le prenotazioni solo a pranzo, se siete un gruppo superiore a 10 persone e se volete riservarvi un posto per un evento (in tal caso scrivete una email). Si presuppone che all’orario dell’aperitivo sia ancora più gettonato, dato che hanno deciso di non prendere più prenotazioni per il tempo perso a dire che sono pieni al telefono! Altra considerazione in merito al servizio, il pranzo lo servono solo dentro al locale o nel cortiletto interno, nei tavolini all’esterno, il giorno in cui siamo state noi, si potevano solo consumare spuntini o bere caffè e bibite.

Caffè, studio/lavoro e libreria

Finito il nostro piatto di pasta, abbiamo liberato il tavolo e ci siamo messe fuori a studiare e lavorare. I tavolini colorati, la temperatura mite e il caffè macchiato caldo hanno allietato il momento. Prima di andarcene abbiamo fatto un giro in libreria, piccola ma ben fornita. Ho adorato che il suo stile fosse in linea con il resto degli arredi del locale, un po’ bohemien. Come scaffali c’erano delle casse di legno impilate una sull’altra.

Mappa e link alla pagina contatti e Instagram

Per prima cosa vi metto il link della pagina contatti per gli orari, giorni di apertura, telefono, email e come raggiungere più facilmente il locale CLICCA QUI. Vale la pena menzionare anche la pagina Instagram che trovo molto divertente, utile per stare al passo con gli eventi e per entrare nello spirito del locale, amichevole e informale. CLICCA QUI PER INSTAGRAM.

In ZONA DUOMO in via Laghetto 9/11…

Casa Museo: Poldi Pezzoli

Casa Museo: Poldi Pezzoli

Poldi Pezzoli è una delle case museo della città di Milano, che può vantare di poter mostrare quelle che erano delle lussuose e magnifiche dimore. Oggi accessibili al pubblico, questi luoghi ospitano grandi collezioni d’arte, le quali ingioiellano ambienti già di per sé opere d’arte.

Una varietà di collezioni d’arte e ambienti

La casa museo, nel XIX secolo, passò in eredità a Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Un raffinato collezionista, al quale dobbiamo la natura varia, ricercata e splendida degli ambienti e degli oggetti qui conservati. Il padre era un ricco possidente, mentre la madre era di origini nobili, casa Trivulzio. Il suo retaggio gli aprì le porte dell’alta società, dei salotti letterari e di partecipare attivamente in campo politico. Appena entrati, se vi addentrate nella porta posizionata alla destra della cassa e svoltate in direzione degli armadietti c’è uno schermo dove vengono trasmesse le gesta e la vita grandiosa del proprietario di casa. Iniziò a collezionare armature e armi, che spesso reperì durante i suoi lunghi viaggi all’estero, oggi raggruppate in un’unica sala. Successivamente prese a collezionare anche altro. Una varietà che si dispiega davanti a noi come un ricco ventaglio di prodotti artistici che vanno dalla pittura alla ceramica, dall’oreficeria al mobilio.

Gran parte della collezione si trova al primo piano al quale è possibile accedere affrontando un grandioso scalone antico in perfetto stile barocco. E’ il momento giusto per soddisfare la propria fantasia e immaginarvi in panni regali (ancora meglio quando si finisce il tour e si ridiscende, allora si che si può far finta di essere un\a debuttante che finalmente può mostrarsi al mondo).

Vorrei farvi tornare al mondo reale ma la verità è che l’atmosfera da sogno continua con la fantasmagorica sequenza delle sale, diverse tra loro per stile e utilità. Tra queste la Sala degli Stucchi, la Sala nera (di ispirazione fiamminga), il Salone dorato e lo Studiolo dantesco.

Bombardamenti 1943

Purtroppo molti dei mobili, degli oggetti preziosi e dei soffitti sono andati distrutti a causa dei bombardamenti che colpirono il museo nel 1943, è possibile osservare com’era la casa originariamente da alcune foto in bianco e nero poste il alcune delle sale del museo. La stanza che più rimase intatta e fedele a com’era in origine fu lo studiolo dantesco.

Sala dei Lombardi

Un tempo era la biblioteca di Gian Giacomo, distrutta nel 1943, negli anni ’60 venne convertita in 3 stanzette dove sono esposte delle opere del rinascimento lombardo.

Sala degli Stucchi

Originariamente chiamata Sala Gialla, fu decorata in stile Rococò. Ospitava la collezione di porcellane settecentesche.

Salone Dorato

Purtroppo anche di questa sala non possiamo godere della sua maestosità iniziale, era stata progettata seguendo uno stile rinascimentale con arazzi, dipinti sui cavalletti, affreschi del bertini, il soffitto con cassettoni dorati. Oggi, sono esposte le opere più importanti della collezione.

Sala Nera

Aveva una funzione di salotto, sempre di ispirazione rinascimentale ma del Nord. Fu progettata da Luigi Scrosati, il fulcro di tutto era il grande polittico fiammingo. L’appellativo di “Sala Nera” era dato dai rivestimenti originari in ebano e avorio, però dalla distruzione del ’43 si sono sono salvate le porte con delle ricche decorazioni che rappresentano le quattro stagioni, i mobili e le sedie.

Lo studiolo dantesco

Quest’ultimo penso sia la gemma più preziosa della casa. Fu fortemente voluto da Gian Giacomo che qui vi trasferì tutte le sue qualità estetiche, materializzando le sue ispirazioni. Lo studiolo, infatti, non appartiene a nessuno stile preciso, è anzi un miscuglio personalissimo di temi artistici e poetici. Vi chiederete però, perchè studio “dantesco”? Le vetrate ve lo diranno. Con l’autore della Divina Commedia aveva in comune l’esilio, infatti per la sua lotta a favore dell’indipendenza fu costretto a lasciare casa sua. Dopo le repressioni austriache in seguito ai moti risorgimentali del 1848, venne esiliato. Scappò, prima, a Lugano, poi si mise a viaggiare per l’Europa, nello specifico in Francia e a Firenze.

In conclusione, potete decidere voi cosa amare di più di queste collezioni. Se gli orologi antichi, se la pittura lombarda, fiorentina e veneziana, se gli arredi, se le ceramiche, se tutto. Sicuramente il fascino è ovunque, basta girare continuamente la testa e sopportare la possibilità di un torcicollo.

P.S. : a furia di nominare Giangiacomo sarà sorta in voi una certa curiosità in merito al suo aspetto. Vorrete dare un volto a quello che fu il padrone di questa affascinante dimora. Ebbene, vi basterà guardare il dipinto opera di Francesco Hayez, che lo ritrae in tutta la sua compostezza ed eleganza, appena varcate l’ingresso di fronte a voi!

Orari e prezzi biglietti Casa Museo Poldi Pezzoli

Giorni: aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Orari: apre alle 10 e chiude alle 13 per l’ora di pranzo, alle 14 riapre fino alle 18.

Prezzi: 14 euro l’intero, 10 euro il ridotto over 65, 6 euro il ridotto giovani, poi ci sono delle convenzioni. Ad esempio con la tessera FAI abbiamo pagato 10. Vi lascio il link per saperne di più.

In Zona Duomo, a due passi dalla Scala, vi metto il link del sito del museo dove vengono suggeriti i mezzi per raggiungerlo :